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Scritto il 26/03/2025
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πŸ‘‰ Nel cuore di Viterbo, il Monastero di San Bernardino Γ¨ un luogo di spiritualitΓ  e accoglienza che custodisce la memoria di Santa Giacinta Marescotti. Qui, nel 1605, Clarice Marescotti entrΓ² contro la sua volontΓ , portando con sΓ© l’eleganza e l’alterigia della nobiltΓ . Per dieci anni visse tra ricchezze e privilegi, fino a quando una malattia e un incontro decisivo con un confessore la portarono a una conversione radicale. Da quel momento, rinunciΓ² ai suoi beni e si dedicΓ² ai piΓΉ poveri e ai malati, fondando la Confraternita degli Oblati di Maria Vergine e la Congregazione dei Sacconi.
πŸ”Ή Una insolita vestizione
Forse non tutti sanno che quando entrΓ² in monastero, suor Giacinta si presentΓ² vestita con abiti sfarzosi. Dopo le consuete domande preliminari, Clarice ancora con atteggiamento imperturbabile si appresta ad indossare l’abito monacale. Una volta dentro il monastero, durante l’ultimo saluto ai familiari con alterigia esclamΓ²: β€œEccomi sono monaca, ma voglio viver da par mio!”
πŸ”Ή Il capriccio del pomodoro
Abituata ai sapori raffinati del palazzo di famiglia, suor Giacinta pretendeva pasti speciali. Un giorno volle a tutti i costi del pomodoro, un ingrediente sconosciuto alle monache dell’epoca. Per accontentarla, fu necessario farlo arrivare appositamente da Vignanello!
πŸ”Ή La capanna del Paradiso
Dopo la sua conversione, abbandonΓ² ogni lusso e allestΓ¬ la sua cella con solo un letto, poche sedie e un quadro dell’Ecce Homo. Chiamava quel piccolo spazio β€œla capanna del Paradiso” e diceva che ogni giorno vi ospitava un santo per conversare.
πŸ”Ή Un messaggio segreto in un pesce
Per portare conforto a un carcerato, suor Giacinta trovΓ² un modo ingegnoso per comunicare con lui: nascose un biglietto all’interno di un pesce cotto, facendolo recapitare di nascosto.
πŸ”Ή Un miracolo durante la processione
Si racconta che durante una processione per la festa dell’Epifania, mentre suor Giacinta teneva il Bambinello tra le braccia, la statua prese vita per un istante, suscitando stupore e devozione tra le monache.
πŸ”Ή Tre volte vestita
Alla sua morte, il 30 gennaio 1640, la sua salma fu posta nella chiesa. La notizia si diffuse rapidamente e molti accorsero alla chiesa giΓ  alle prime ore del giorno seguente, alla ricerca di qualcosa che era appartenuta a quella che giΓ  consideravano una santa. Si racconta che molti tagliavano pezzetti della sua veste da conservare come reliquia tanto che dovettero rivestirla per ben tre volte.
πŸ™ Ancora oggi, le Clarisse di San Bernardino vivono il carisma di preghiera e servizio.
Nel Monastero Γ¨ possibile:
πŸ“ Sostare in preghiera davanti all’urna barocca che conserva le spoglie della Santa
πŸ–ΌοΈ Ammirare la tela di Labruzzi, che la ritrae in adorazione del Crocifisso
πŸ›οΈ Visitare la stanza dove morΓ¬, un luogo di profonda spiritualitΓ 
πŸ•ŠοΈLe monache realizzano con le loro mani ceramiche, candele e rosari, disponibili presso l’Emporio Monastico a Viterbo in Piazza della Morte.
πŸ”₯ Il Monastero di San Bernardino Γ¨ ancora oggi un luogo di preghiera e servizio nel cuore di Viterbo
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