Comune di Grotte di Castro

6 Piazza Guglielmo Marconi, Grotte di Castro

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Benvenuti a Grotte del Castro


STORIA

Le origini del paese risalgono con certezza agli inizi dell’epoca etrusca quando, nel corso della seconda metà dell'VIII sec. a.C. fu fondato, sull’altura ad sud-est del borgo medievale denominata “Civita”, un abitato del quale non si conosce il nome antico. La sua posizione di confine tra l’area volsiniese e quella vulcente ne aumentò la potenza, ma la crisi economica del V secolo, seguita dalle pressioni di Orvieto, ridussero di gran lunga nel tempo il ruolo egemone della città. Della città etrusca non rimane ormai che qualche tenue traccia, mentre numerosi e importanti sono le monumentali strutture funerarie intagliate abilmente nel tufo e ricchi i materiali rinvenuti nelle necropoli circostanti (Vigna la Piazza, Centocamere, Pianezze) ora esposti nel Museo Civita. L’antico insediamento, sopravvissuto alle incursioni dei Romani, rimase in vita fino all’arrivo dei Longobardi nel VII secolo, quando venne devastato e gli abitanti superstiti costretti a trovare riparo in luoghi più sicuri e difendibili. Fu così che in una vicina altura sorse l’attuale paese di Grotte di Castro, chiamato in origine Castrum Cryptarum per la presenza di numerose grotte scavate nel tufo della rupe usate come rifugi. Dopo secoli di silenzio, Grotte appare menzionato per la prima volta nel 1077 in un atto di donazione della Contessa Matilde di Canossa, che concesse parte dei territorio che deteneva nella Tuscia, tra cui questo stesso borgo, alla Chiesa. Gli anni seguenti furono caratterizzati da lotte di potere e di conquista che videro Grotte conteso tra Viterbo, Acquapendente e Orvieto. Questo periodo buio segnato da sanguinose contese terminò, ma solo per poco tempo, nel 1537 quando il Papa costituì il Ducato di Castro concesso alla famiglia Farnese, includendovi anche Grotte. Sotto questa casata la città visse un periodo di pace e prosperità, arricchendosi di edifici e di chiese: vennero edificati ad esempio il Palazzo Comunale, il Palazzo di Innocenzo Iuzzi e la Basilica Santuario di Maria SS. Del Suffragio. Per l’edificio Comunale (oggi sede del Museo Civita) venne chiamato un architetto illustre: Jacopo Barozzi, conosciuto più comunemente come il Vignola. Con la fine del Ducato di Castro nel 1649, Grotte passò definitivamente in mano alla Chiesa, la cui autorità assicurò alla città un lungo periodo di stabilità politica. Nel 1870, grazie all’affrancamento dalla Chiesa, la città entrò a far parte del Regno d’Italia.

Da vedere

MUSEO CIVITA

Il Museo è ospitato all’interno di uno dei più bei palazzi rinascimentali di Grotte di Castro, progettato nella seconda metà del XVI secolo dall’ illustre architetto Jacopo Barozzi, comunemente conosciuto come il Vignola. Utilizzato fino al 2008 come sede degli uffici comunali è stato restaurato e adattato alla nuova “funzione” con fondi della Regione Lazio

Il percorso espositivo si sviluppa su due piani e raccoglie al suo interno i corredi funerari provenienti dalle necropoli etrusche presenti nel territorio: Vigna la Piazza, Pianezze, Centocamere.

Nel primo piano è illustrata, in maniera didattica, la vita quotidiana attraverso l’approfondimento degli aspetti più salienti che riguardano gli usi e costumi del popolo etrusco: l’universo maschile e femminile, le attività che si svolgevano nelle cucine, la ricchezza delle élites aristocratiche. Al piano terra si entra nel mondo dell’Aldilà: su un’ampia parete sono rappresentate le principali necropoli etrusche rinvenute nel territorio di Grotte di Castro poste in relazione con il territorio limitrofo.

Tramite la riproduzione in scala reale di una tomba a camera e la presenza di un vero sarcofago monolitico di tufo, si è cercato di far capire al visitatore il rituale funerario attestato a Grotte di Castro.

ORARI DI APERTURA MUSEO E NECROPOLI DI PIANEZZE E CENTOCAMERE

Orario invernale:

venerdì 10,30-13,00

sabato 10,30 -13,00 /15,00-17,00

domenica 10,30 -13,00

Orario estivo:

dal mercoledì alla domenica: 10,30 -13,00 /15,30 -18,00

INFORMAZIONI

Indirizzo: piazza G. Matteotti, 01025 Grotte di Castro (VT)

Tel. Museo 0763796983 Tel. biblioteca: 0763797173

E-mail: museogrottedicastro@simulabo.it / museo@novacastrum.it

Sito web: www.simulabo.it www.comune.grottedicastro.vt.it/

NECROPOLI DI CENTOCAMERE

La necropoli di “Centocamere” (Casale Centocamere) deve la sua suggestiva denominazione alla presenza di numerose tombe collegate tra di loro da un intricato sistema di fori e di cunicoli aperti nelle pareti delle camere funerarie dagli scavatori abusivi per passare più agevolmente dall’una all’altra struttura funeraria. Tutta la collina di Centocamere risulta interessata dalla presenza di strutture funerarie scavate nella roccia tufacea, che appaiono disposte almeno su tre ordini, per un totale di oltre cinquanta tombe con deposizioni plurime.

Le tombe fino ad ora indagate mostrano un arco cronologico compreso nel VII sec. a.C., ponendosi in una fase più antica rispetto alla necropoli di Pianezze, utilizzata per tutto il VI sec. a.C. Completamente diversa da quest'ultima appare anche l'architettura funeraria. A Centocamere le tombe si sviluppano principalmente lungo un asse perpendicolare all'ingresso, ma è frequente anche la realizzazione di camere laterali più piccole . La tomba più imponente finora riportata alla luce (CC4) si sviluppa per una lunghezza di sedici metri e comprende cinque camere coassiali e tre camere laterali. Complessivamente vi furono deposti diciannove inumati: sedici in fossa e tre in loculi praticati nelle pareti.

In età medievale alcune tombe etrusche furono riutilizzate per ricavarne ambienti adibiti all’allevamento di volatili: i cosiddetti “colombai”.

NECROPOLI DI VIGNA LA PIAZZA

Databile tra la fine dell’VIII e gli inizi del VII sec. a.C. il settore B della necropoli è caratterizzato dalla presenza di sepolture individuali a fossa, spesso inserite in posizione centrale all’interno di un circolo pietre poste a secco. Il defunto è deposto in posizione supina a contatto diretto con il terreno ma, in alcuni casi, è attestata la presenza del sarcofago ligneo. Questa stessa area è sfruttata in un secondo momento dall’impianto di circoli di blocchi di tufo squadrati di dimensioni maggiori dei precedenti (6 m di diametro), che racchiudono al loro interno una sepoltura singola in sarcofago litico.

Nel settore A della necropoli sono presenti tombe a camera ascrivibili alla metà del VII e il VI sec. a.C.: tra esse particolare importanza rivestono le tombe VLP 7 e VLP 31 i cui reperti possono essere ammirati nel Museo Civita.

NECROPOLI DI PIANEZZE

In uso tra il VII e il VI secolo a.C., la necropoli di Pianezze è caratterizzata da tombe a camera scavate nel versante occidentale del costone tufaceo della collina e disposte su almeno quattro ordini. Nella fase monumentale della necropoli (VI secolo a.C.) lo schema prevalente è costituito dal tipo di tomba con atrio, sul quale si affacciano tre ambienti di tradizione ceretana. Questa planimetria, insieme ad altre caratteristiche, come il soffitto a doppio spiovente e la presenza di elementi architettonici scolpiti nel tufo sono la trasposizione della casa dei vivi nel mondo dei morti. Un esempio ancor più realistico di questa trasposizione è dato dalla tomba P2, nella quale l’orditura del tetto è minuziosamente riprodotto con pittura rossa e il pilastro della parete di fondo è scolpito a rilievo e interamente dipinto.

Rispetto allo schema di base, le tombe di Pianezze presentano anche alcune caratteristiche elaborate localmente. Per quanto riguarda la struttura si segnala il lungo corridoio scoperto che conduce alla porta d’ingresso rastremata e provvista di incassi per i lastroni di chiusura, al quale segue internamente un corridoio coperto, che si allarga progressivamente verso l’interno ed immette nell’atrio, sul quale si affacciano le camere funerarie. Relativamente alle modalità di sepoltura, la caratteristica più rimarchevole riguarda l’uso di deporre i defunti all’interno di fosse scavate nel pavimento, anche dell’atrio e in loculi ricavati nelle pareti. Talvolta loculi, e più raramente fosse, sono attestati anche nel corridoio esterno

Accanto a queste strutture più elaborate sono presenti anche tombe a camera unica, di esecuzione assai più grossolana, ma sempre con più fosse di deposizione.

BASILICA SANTUARIO DI MARIA SS. DEL SUFFRAGIO

Sulle rovine di un’antica Pieve dedicata a San Giovanni Battista, risalente all’VIII secolo, sorge l’attuale Basilica di Maria SS. del Suffragio, costruita nel 1625 dall’architetto Girolamo Rainaldi e terminata nel 1672 da Andrea Selvi. La chiesa presenta una pianta a croce latina e cappelle laterali, arricchite da importanti opere: il dipinto con il SS. Crocifisso tra i SS. Francesco d’Assisi e Maria Maddalena, della scuola di Guido Reni; il Battesimo di Gesù, della Scuola di Pietro da Cortona.

Nella seconda metà del XIX secolo un imponente restauro fu affidato al pittore e scultore Luigi Fontana che arricchì ulteriormente la chiesa. Portano la sua firma: la Natività di San Giovanni Battista e la Decollazione, i medaglioni che rappresentano i Dottori della Chiesa, alcune sculture tra cui le Virtù Cardinali e l’Oratorio del SS. Sacramento.

Risale invece agli inizi del XVII secolo la preziosa e venerata statua lignea della Madonna del Suffragio incastonata, nel ‘700, in una imponente gloria di legno dorato dello scultore Bartolomeo De Zettis.

ANTIQUARIUM DELLA BASILICA DI MARIA SS. DEL SUFFRAGIO

Dalla Sacrestia si accede a un insolito percorso che si svolge lungo ventiquattro piccoli ambienti in origine destinati al seppellimento dei defunti. Qui è conservata una collezione ricca di opere e tesori dell’arte sacra, ma anche testimonianze etrusche e della più antica presenza umana nel territorio, che risale alla Preistoria, tra cui vasi di ceramica e uno strumentario litico in cui sono addirittura presenti alcune amigdale.

Tra gli oggetti d’arte sacra si segnalano il reliquiario della Santa Croce, donato secondo la tradizione alla chiesa da Papa Pio II, durante la sua sosta a Grotte di Castro, nel 1462 e i numerosi ex voto.

Durante i lavori, iniziati a metà degli anni ’60 del secolo scorso, dal Rettore della Basilica, Don Angelo Maria Patrizi sono venuti alla luce i resti pittorici e murari della primitiva chiesa. Una scoperta eccezionale riguarda il ritrovamento delle spoglie mummificate di una donna : si tratta di una giovane donna vissuta verso la fine del secolo XVII, che conserva ancora intatte le proprie vesti.

CHIESA DI SAN PIETRO APOSTOLO

Nel punto più elevato del centro storico di Grotte di Castro sorge la chiesa di san Pietro Apostolo. Il suo campanile domina i tetti del paese e l’intera rupe. La costruzione originaria risale al XII secolo, quando nel 1118 il Vescovo di Orvieto Guglielmo la consacrò. Nel tempo l’edificio ha subito continui e notevoli rimaneggiamenti che dell’aspetto originario della chiesa ci hanno lasciato solo il campanile romanico. Anche qui all’interno sono conservate opere di grandissimo valore come San Paolo che predica ad Atene del Fontana e la venerata statua della Madonna dell’Assunta del XVI secolo conservata nel presbiterio. Entrando in chiesa, nella prima cappella a destra, si ammira la tomba del Card. Salotti, il cui progetto fu curato (nel 1948) dall’ing. Luigi Fracassini.

Informazioni

Parrocchia di San Pietro Apostolo: tel. 0763797142

Sito web: www.comune.grottedicastro.vt.it/

FONTANA GRANDE

Fu costruita per pubblica utilità nel 1886. Essa garantiva l’approvvigionamento di acqua corrente alle porte del paese. Il progetto dell’opera fu affidato all’ing. Cerasoli. Il 13 giugno 1886 avvenne l’inaugurazione ufficiale, come testimoniano le due lapidi marmoree ivi apposte nel prospetto.

La fontana, inquadrata da mura curvilinee, è costruita in tufo e si compone di due vasche. In alto compare lo stemma del Comune di Grotte di Castro.

BIBLIOTECA COMUNALE “MONS. ANTONIO PATRIZI”

La Biblioteca Comunale “Mons. Antonio Patrizi” di Grotte di Castro, istituita nel 1968, ha oggi sede nel centro storico dove una volta si trovava l’antica Rocca Medievale. I locali, offrono un ambiente funzionale e accogliente composto da varie sale:
- una sala lettura per ragazzi
- due sale lettura per adulti
- una sala polivalente
La Biblioteca, centro vivo e attivo di cultura, promuove e organizza: conferenze, mostre fotografiche e di pittura, attività di promozione della lettura, incontri con le scuole elementari e medie con visione dei libri per argomento, fasce d’età e genere. Presentazioni per la scuola materna di libri cartonati, seguite da visite nella sede della Biblioteca.

La Biblioteca Comunale è suddivisa in diverse sezioni: musica, religione, tradizioni, Sezione locale,
Fondo Mons. Antonio Patrizi, Fondo Enrico Pellegrini.

INFORMAZIONI:

Indirizzo: Piazza della Rocca,9 01025 Grotte di Castro (VT)

Tel. 0763797173

Email: bibliotecagrotte@libero.it

Sito web: www.comune.grottedicastro.vt.it/ www.bibliolabo.it

Orari di apertura:

INVERNALE (dal 15 settembre al 15 giugno). Dal lunedì al venerdì: 9,30 – 12,30 /15,30 -18,30

ESTIVO: dal lunedì al sabato 9,30 -12,30. Il martedì e il giovedì anche il pomeriggio dalle 15,30 alle 18,30.